14/03/2017, 11:10
Commento di apertura martedì 14 marzo 2017
Nell’ultimo periodo gli indici – soprattutto americani - dopo aver inanellato una serie di massimi assoluti, hanno cominciato, per la verità senza molta fretta, a rallentare la marcia rialzista che ha contraddistinto la primi mesi dell’anno.
Colpa di questa pausa di riflessione è imputabile al fatto che la Federal Reserve si accinge ad aumentare domani sera i tassi ufficiali portandoli all’1%.
Dovremmo abituarci a una nuova stagione di politiche monetarie dopo quelle che sono state fatte nell’ultimo decennio. Una nuova stagione di rialzi dei tassi piuttosto prolungata che dovrebbe frenare il risveglio dell’inflazione che sta bussando alle porte. Neanche il messaggio rassicurante di Draghi di giovedì scorso è riuscito a dare ai mercati quella sferzata di entusiasmo capace di farli ripartire. Anzi, i mercati hanno capito che lo stesso Draghi avrà sempre maggiori difficoltà a giustificare non solo nuove misure di stimolo monetario, ma anche al mantenimento di quelle attualmente in vigore visto che in Eurozona si è raggiunto il target del 2% di inflazione (in alcuni casi anche superato) fissato in precedenza dalla stessa BCE.
A complicare poi le cose ci sono le elezioni che si terranno in alcuni stati membri dell’Unione Europea a cominciare dal voto olandese che rappresenta il primo vero test di verifica del consenso dei partiti euroscettici in quanto - domani - potrebbe portare al Governo il leader della destra xenofoba ed euroscettica Geert Wilders.
Insomma, prima di prendere posizioni rialziste di medio lungo periodo ci penserei due volte.
Dal punto di vista tecnico, il grafico riportato, che rappresenta il profilo distributivo dell’indice Ftse Mib, mostra che quest'ultimo, dopo un buona apertura al di sopra del POC di ieri, è subito scivolato in basso portandosi a ridosso dell’area 19.600 dove ha innescato una prima flebile reazione.
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Meno si rischia più si guadagna ...