
Il secondo tempo potrà essere più duro del primo
Ancora non si vedono gli effetti delle misure di contenimento del coronavirus in Italia; del resto, in Cina, dove pure si è usato più vigore, sono servite sei settimane per un'inversione di tendenza. Quindi ci vuole più tempo. Al momento la diffusione è esponenziale per cui le restrizioni non finiranno presto e l’unico rimedio per rallentare i contagi resta quello di limitare i contatti sociali.
Centinaia di nuovi casi ogni giorno impressionano molte persone ma non chi sa cos'è la crescita esponenziale che caratterizza le prime settimane di ogni epidemia. Spesso per capire la crescita esponenziale si fa ricorso alla metafora dei chicchi di riso. Un re fu battuto a scacchi da un suddito. Al termine della partita, per testimoniare la propria gratitudine, il re invitò il suddito ad esprimere un qualsiasi desiderio che sarebbe stato senz'altro esaudito. L’interpellato rispose: solo un chicco di riso, che raddoppi però a ogni casella della scacchiera. Il re pensò di essersela cavata con poco, ma alla fine non bastò tutto il raccolto del regno. Beh… nel nostro paese abbiamo scoperto l'epidemia quando il coronavirus circolava già da tempo e quindi aveva già effettuato parecchi salti di casella.
Anche se oggi ci sembra che l'Italia sia più colpita, questa epidemia non risparmierà nessuno è solo questione di tempo. Presto vedremo mappe di contagio simili anche in buona parte dell'Europa e negli Usa. Da questo punto di vista possiamo dire che i virus sono abbastanza democratici.
Ci sono purtroppo ancora segni della diffusione del coronavirus che non accenna a smorzarsi e oltre alle comprensibili preoccupazioni per la salute, si teme una caduta in recessione di molti paesi con l’Italia in prima fila; al momento i mercati non sembrano convinti delle misure messe in campo questa settimana dai principali istituti mondiali per contrastarne l'impatto del coronavirus sull'economia.
Alcuni giorni fa avevo parlato del fatto che l’epidemia da coronavirus potesse rappresentare il "cigno nero" dei mercati finanziari del 2020. Ma che cos'è un cigno nero se non un evento improvviso e imprevisto come lo scoppio di un’epidemia che come tale è impossibile da modellare e quindi diventa di fatto ingestibile? In effetti se vediamo quello che è successo nell’ultimo periodo non avevo torto.
Molti si aspettano la cosiddetta inversione a “V” ma ciò dipende dall’andamento dell’epidemia e - come abbiamo visto – la situazione sta peggiorando invece che migliorare e al momento rimane una chimera.
Ma anche nell'eventualità auspicabile dell’attenuazione dei contagi e dell’epidemia dovremmo fare i conti con il probabile crunch del credito a seguito dell’interruzione della filiera produttiva i cui effetti sulle borse saranno di gran lunga più terrificanti dello scenario che stiamo affrontando ora.